Una leadership politica per l’Europa c’è
La strada indicata da Mario Draghi per uscire dalla crisi economica europea potrà non piacere a tutti, ma il presidente della Banca centrale ha avuto almeno il merito indiscutibile di indicarla. E tanto basta, in tempi di vertici intergovernativi che vengono percepiti dagli investitori (a torto o a ragione) come un susseguirsi di non-decisioni, a individuare proprio nel presidente della Bce un esempio di leadership politica per l’Eurozona.
6 AGO 20

La strada indicata da Mario Draghi per uscire dalla crisi economica europea potrà non piacere a tutti, ma il presidente della Banca centrale ha avuto almeno il merito indiscutibile di indicarla. E tanto basta, in tempi di vertici intergovernativi che vengono percepiti dagli investitori (a torto o a ragione) come un susseguirsi di non-decisioni, a individuare proprio nel presidente della Bce un esempio di leadership politica per l’Eurozona. Anche perché Draghi – come ha dimostrato nel suo intervento alla Sapienza di due giorni fa, durante le celebrazioni dell’economista Federico Caffè – da tempo non si limita a riflettere su inflazione e aggregati monetari. Interpretando a pieno il mandato di una delle poche istituzioni propriamente europee, Draghi ha consigliato invece agli stati membri dell’Eurozona “un coraggioso salto di immaginazione politica”. Un Patto per la crescita che, innanzitutto, poggi su un pilastro (“il più importante”) che è quello politico: “Qualcosa di più vincolante dove la sovranità nazionale sulla politica economica fa posto alla decisione comunitaria”. Quest’appello ha tanto più valore in quanto arriva non da un federalista idealista, ma da un banchiere e profondo conoscitore – oltre che attore – del mondo della finanza. Solo la prospettiva di un’Unione con un bilancio e un debito comune, con un welfare snellito e una maggiore attenzione alla crescita, potrà infatti rispondere definitivamente alla domanda che gli investitori continuano a porsi da ormai tre anni e che lo stesso Draghi ha così sintetizzato: “Cosa sarà dell’euro tra dieci anni?”.